Mina Agossi
Well You Needn't (Candid 2006)
Nata in Francia nel 1972, la cantante jazz franco-africana Mina Agossi ha studiato teatro in giro per il globo, unendo assieme le sue prime passioni che sono il palcoscenico del teatro ed i viaggi.
Tornata in Francia nel 1992, inizia a cantare quasi per caso .... diventa evidente che quella è la sua strada e nel 1995 esce il suo primo disco, senza fiati né tastiere, con la sola voce immersa nel ritmo di basso e batteria.
Questo suo particolare stile “voce, basso e batteria” rimane, ad oggi, il marchio di fabbrica della musica di Mina Agossi: diretta e semplice, senza filtro alcuno.
Da quel momento in avanti la Nostra decolla artisticamente, si trasferisce a Parigi nel 2001, ed inizia a collaborare con Grandi Artisti (uno per tutti: Archie Sheep) e fare tournee in Europa e Stati Uniti.
Quello che vado a presentare è il penultimo disco da studio della bella Mina e, a mio parere, forse il migliore.
L'ascolto della musica del trio di Mina Agossi è pura emozione, dal jazz downtown newyorkese, ai classici jazz, rende tutto inaspettato ed originale, un'autentico caleidoscopio musicale in cui tutto si fonde e nel contempo si trasforma continuamente, perfettamente supportata da Alex Hiele al basso e Ichiro Onoe alla batteria (nel disco sono presenti anche altre piccole ma preziose collaborazioni).
I brani del disco:
01. Why Don't You Do Right
02. Don't Look At Me
03. Well You Needn't
04. Drive
05. May I Sit At Your Table
06. Father's Talk
07. Ghost Of Yesterday
08. You
09. Voodoo Chile
10. Rose Petals
11. After You've Gone
12. Laundry Man Blues
13. Au Bois De Boulogne
14. Et je m'en vais clopin clopant (bonus)
Il disco offre un panorama complesso e vasto di nuovi e vecchi brani, magistralmente reinterpretati, potranno anche non piacere (ne dubito!!) ma rimangono sempre e comunque molto interessanti.
Anche i questo caso la produzione è di ottimo livello e potrete testare il vostro impianto audio nel tentativo di riprodurre dinamica e dettaglio nelle mille sfumature.
Ogni brano dell'Opera meriterebbe una lunga trattazione che diverrebbe, forse, noiosa ma questa Artista si lascia ascoltare da infinite angolazioni ... ogni ascolto diventa una nuova scoperta, sembra incredibile come un disco eseguito quasi completamente con il supporto di basso e batteria riesca ad essere così vario e complesso ... la risposta è nella voce della superba Mina, assolutamente "nuova" e coinvolgente.
Ogni singola traccia merita di essere gustata in assoluto e rispettoso silenzio, ve lo imporrà la vostra stessa anima anche per le parentesi che vi risulteranno meno piacevoli.
Fate un bel respiro e .... via!
Si parte con un brano popolare di Peggy Lee "Why Don't You Do Right" in cui duetta con la tromba di Rob Henke, passando per la tenebrosa "Don't look at me", ascoltando la reinterpretazione di Thelonious Monk di "Well You Needn't" in cui il Mina-show prende corpo, con "Drive" si piomba in territorio africano con ritmi trascinanti, attraverso l'arpa di "May I Sit At Your Table", l'incalzante "Father's talk", gli ottoni di "Ghost of Yesterday", la tribale "You", l'assolutamente imperdibile interpretazione di un classico per ogni chitarrista "Voodoo Chile", la struggente "Rose petals", si torna al jazz più classico con un'altra cover "After You've Gone" di sola voce (!!!), si ripassa per la tromba di Rob Henke (grandissimo esponente) in un insolito "Laundry Man Blues", arrivando alle francesi interpretazioni di "Au Bois De Boulogne" e "Et je m'en vais clopin clopant (bonus)" .... se avete letto tutto di fila avrete appena un'idea dell'apnea che vi aspetta.
Un'Artista ed un disco difficile che vi ripagherà con gli interessi, fatevi un favore: Ascoltate!
Inviato da: Triumph