Mike Stern
Big Neighborhood (Heads Up - 2009)
Bisogna avvicinarci con circospezione ai lavori di Mike Stern (a volte piuttosto pesanti), sempre in continua evoluzione e ricerca, il raffinato e virtuoso musicista anche questa volta non manca di sorprendere con una produzione e degli ospiti di altissimo livello.
Musicista eccelso, con uno stile ed un tocco talmente personale da essere preso a riferimento, sempre in bilico fra il jazz ed il rock.
Grande jazzista, si forma musicalmente alla corte del grande Miles Davis all'inizio degli anni 80 e, anche se inutile, va ricordato che ha collaborato con grandissimio musicisti come Jaco Pastorius, Jeff Andrews, Dave Weckl, Jack de Johnette, Danny Gottlieb, Gil Goldstein, Bill Frisell, Pat Martino, John Scofield, Michael Brecker, David Sanborn, Bob Berg, Bob Sheppard, Bob Malach, Bob Mintzer .... ecc .... un'elenco che farebbe impallidire chiunque.
In quest'ottica si spiega perchè l'elenco dei nomi degli "invitati" al suo disco sia così illustre, ha innestato nel suo stile elementi innovativi tratti dal rock, dal blues e dal soul, questo disco è una riprova delle straordinarie doti di questo chitarrista e del suo stile inconfondibile è questo suo nuovo lavoro dal titolo "Big Neighborhood" ce lo conferma.

Brani e band:
01. Big Neighborhood
02. 6th Street
03. Reach
04. Song For Pepper
05. Coupe de Ville
06. Bird Blue
07. Moroccan Roll
08. Long Time Gone
09. Check One
10. That's All It Is
11. Hope You Don't Mind
Mike Stern - guitar
Bob Franceschini, Bob Malach - sax
Randy Brecker - trumpet
Jim Beard - piano, keyboards
John Medeski - kys
Steve Vai - guitar, sitar guitar
Eric Johnson - guitar
Esperanza Spalding - bass, vocal
Richard Bona - bass, vocals
Chris Wood, Lincoln Goines, Chris Minh Doky - bass
Dave Weckl, Terri Lyne Carrington, Cindy Blackman, Lionel Cordew And Billy Martin - drums
L'idea del titolo diventa abbastanza chiara in relazione a quanto dice l'Artista stesso: "La musica è come una grande quartiere - un luogo dove tutto può succedere" spiega Stern "È possibile trovare tante cose in un grande quartiere - persone diverse, idee e prospettive diverse e, naturalmente, suoni diversi."
"La cosa che veramente mi affascina è ascoltare tutti questi artisti molto diversi tra loro che interpretano le mie canzoni", dice Stern.
"Alla fine, tutto è unificato per il semplice fatto che c'è un sacco di spirito e un sacco di divertimento nella musica. Questo è il vero filo conduttore ... penso che coloro che amano uno qualsiasi di questi artisti apprezzerà veramente ciò che ciascuno di loro ha fatto in questo album ".
Direi che forse non ci sarebbe da aggiungere altro a quanto detto da Stern.
Alcuni "appunti" dei brani che voglio condividere con Voi:
01. Big Neighborhood
l'esordio del disco non potrebbe essere più impressionante, vede Steve Vai e Stern travolgere l'ascoltatore con una "sfida" chitarristica ai massimi livelli supportata da una "base" incredibilmente possente.
Niente da dire .... dopo questo brano quanti pensavano di essere dei virtuosi della chitarra dovranno rivedere le loro posizioni ;-)
02. 6th Street
decisamente più raffinato e pacato il duetto con Eric Johnson dove in quasi 8 minuti eleganza e tocco non mancano mai.
03. Reach
brano dalle numerose contaminazioni dove spicca il basso/voce di Richard Bona, grande ritmo e cori in stile world music.
04. Song For Pepper
è il momento di Esperanza Spalding (spero la rammentiate!!) di coinvolgere l'ascoltatore con le splendide melodie della sua voce e del suo basso, la maestria di Stern sta nel fondersi.
05. Coupe de Ville
ancora il basso di Esperanza a condire i fiati che si alternano con Stern a creare atmosfere quasi teatrali.
06. Bird Blue
carezzevole e deliziosa la voce di Esperanza vocalizza assieme alla "contenuta" chitarra di Stern, brano in stile jazz che strizza l'occhio al pop raffinato.
07. Moroccan Roll
l'apertura di sitar ripropone il duetto/duello con Steve Vai con un'altro brano ad altissimo contenuto tecnico/virtuoso ricco di tensione ... la tentazione di buttare la chitarra nel caminetto diventa un incubo:-)
08. Long Time Gone
torna Eric Johnson e la "sfida" diventa delicata ed introspettiva come solo due grandi interpreti di questo calibro possono fare in un'altro lungo e sentito brano.
09. Check One
l'hammond di John Medesky ci porta in territori funk con la consueta chitarra di Stern a raggiungere le solite inarrivabili vette.
10. That's All It Is
ancora il funk, l'organo hammond ed il sax di Bob Malach a proporre un brano dai suoni ricercati, quasi un momento di pausa.
11. Hope You Don't Mind
il brano di chiusura vede all'opera la tromba di Randy Brecker in un rilassato blues di stampo monkiano.

Solitamente non sono un grande estimatore di queste Opere di super-band ma ... il merito del "padrone di casa" è quello di aver concesso spazio ai suoi ospiti, rispettandoli, ed allo stesso tempo mantenuto la sua voce unica ed autorevole.
Il Nostro non aggiunge nulla alla luminosa carriera ma indubbiamente il disco si gusta con piacere confortati dal suo inconfondibile stile e suono, un'Artista che visti i virtuosismi a cui ci ha abituato sembra quantomeno strano definirlo "misurato", eppure lo percepisco in questo modo ... non vi resta che fare la cosa giusta: Ascoltate!
Inviato da: Triumph