FLEET FOXES
Fleet Foxes (Sub Pop - 2008)
Il quintetto di Seattle Fleet Foxes (La Flotta delle Volpi) è un'altra delle rivelazioni folk/alternative-pop degli ultimi anni.
Questo esordio su lunga distanza (prima solo l'Ep "Sun Giant"), propone un raffinato pop
(definiscono la loro musica Baroque harmonic pop, music from fantasy movies), intriso di cori e strumentali piuttosto surreali.
La tracklist del disco:
01. Sun It Rises
02. White Winter Hymnal
03. Ragged Wood
04. Tiger Mountain Peasant Song
05. Quiet Houses
06. He Doesn't Know Why
07. Heard Them Stirring
08. Your Protector
09. Meadowlarks
10. Blue Ridge Mountains
11. Oliver James

I membri del gruppo:
Robin Pecknold - chitarra acustica, banjo e voce
Skyler Skjelset - chitarra elettrica e cori
Nicholas Peterson - chitarra, basso e cori
Casey Wescott - tastiera e cori
Craig Curran - batteria, percussioni e cori
L’album "Fleet Foxes" è "confidenziale, soffice, bucolico, soave, impeccabile sotto il profilo dell'armonia, mi ricorda Paul Simon, Neil Young ed i recentissimi Grizzly Bear (per i cori).
Il disco rapisce l'ascoltatore trasportandolo in una dimensione spazio/tempo parallela, a tratti classicheggiante, armonie multiple che disorientano, ritmi imprevedibili e dinamiche mai consuete, tutto registrato e prodotto secondo i dettami della "buona musica" che eviterò di ripetere ancora una volta.
A volte i cinque ragazzi rischiano di esagerare ma riescono a fermarsi in tempo per non scadere mai, anche gli arrangiamenti apparentemente più semplici non lo sono affatto.
La struttura del loro sound poggia saldamente sulle chitarre, siano delicati arpeggi acustici o brillanti elettriche.
Alcuni appunti per descivere i brani di questo affascinante disco.
01. Sun It Rises
intro folk a cui fanno seguito delicati arpeggi chitarra acustica, entrano le voci in una spledida composizione polifonica, altre chitarre, banjo, in un bel crescendo che trova naturale sbocco in un pulito assolo di chitarra che prelude alla parte finale.
02. White Winter Hymnal
delicata, celestiale, altro meraviglioso intreccio vocale con gli strumenti a creare un perfetto contorno (che dinamica).
03. Ragged Wood
brano brillante, solare, vario (ascoltatevi il cambio a metà canzone), emozionante, costruito con cura maniacale ma non per questo meno fresco e arioso.
04. Tiger Mountain Peasant Song
malinconica e splendida, un arpeggio e la voce.(punto)
05. Quiet Houses
si torna a ritmi solari, uso massiccio del riverbero, semplice e potente (quando dico potente intendo tutt'altro che i Metallica), con la tastiera a reggere un gran lavoro.
06. He Doesn't Know Why
una ballata intrisa come sempre da arpeggi melodici ed assolutamente lirici che sorprende anche per gli stacchi.
07. Heard Them Stirring
esotica, classicheggiante (mi ricorda pure Morricone), pomposa, anche questo brano strumentale stupisce.
08. Your Protector
un contry-western "elettrico-moderno" ... non saprei come altro definirlo, solite splendide e raffinate tessiture.
09. Meadowlarks
altra ballata strappalacrime, basta una chitarra e la voce, l'entrata dell'organo e dei cori è magistrale.
10. Blue Ridge Mountains
ancora chitarre acustico/elettriche in evidenza che non rubano mai spazio alla voce, lasciando che il piano e la musica ci trasporti.
11. Oliver James
si chiude con una semplice ballata folk dopo un'indigestione di arte in musica.
Le "Volpi" riescono a colpire l'ascoltatore per il fascino, la raffinatezza, gli inusuali arrangiamenti
farciti da parti vocali ben costruite ... l'insieme crea un risultato da ammirare che appaga l'orecchio e la mente .... quindi: Ascoltate!
Saluti
Inviato da: Triumph
E bravo Triumph! Sono mesi
Giov, 17/12/2009 - 16:35oppure
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E bravo Triumph!

Sono mesi che Amazon prova a consigliarmelo senza successo, poi arrivi tu con la tua recensione e finisce che lo compro.
Come si dice: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
La recensione è impeccabile, i termini che usi per la descrizione dei brani rendono davvero bene, sembra quasi di sentirle!
Salutoni vecio!
PS: traccia n°2 "che dinamica". Mi spieghi cosa intendi?
Ciao.

Zangolaccio.
"Non suonare quello che c'è... suona quello che non c'è!" Miles Davis
Ringrazio per i complimenti,
Ven, 18/12/2009 - 10:55oppure
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Ringrazio per i complimenti, come sempre immeritati, posso dirti che penso di aver consigliato un disco ed un gruppo con idee fresche ed interessanti ... non si può restare agganciati solo al passato "ascoltando" quanto il mercato propone

Per darti un'idea posto il brano che hai citato ... un brano "morbido" ma che crea attraverso la dinamica tensione ... come un brano di musica classica, non serve solo forza e potenza
Contro le mie abitudini ... eccovi il brano!!
Saluti
La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti