DIRTY PROJECTORS
BITTE ORCA (Domino - 2009)
Eccovi un'altra Band dai connotati quantomeno particolari, potrebbe sembrare un'opera prima ed invece rappresenta il punto culminante di ben sei album.
I Dirty Projector li definirei avanguardia-rock ma mi rendo conto che sarebbe
oltremodo riduttivo e forse errato affibiargli un'etichetta .... fose soltanto loro sono in grado di capire da dove arrivano le loro "note".
I brani del disco:
01. Cannibal Resource
02. Temecula Sunrise
03. The Bride
04. Stillness is the Move
05. Two Doves
06. Useful Chamber
07. No Intention
08. Remade Horizon
09. Fluorescent Half Dome
La Band americana (Brooklin) è imperniata sul genio poliedrico di Dave Longstreth (che scrive, canta, suona, produce), Amber Coffman (voce, chitarra), Angel Deradoorian (voce, tastiere, chitarra, basso , effetti) Brian Mcomber (batteria), Nat Baldwin (basso) e Haley Dekle (voce).
Come commentare "Bitte Orca" .... sperimentale?
No, un mosaico sonoro così ricco che non lascia nulla al caso è il frutto di un'attenta ricerca e non a caso giunge dopo un decennio dagli esordi, non bisogna dimenticare che Longstreth è un arrangiatore colto e che si è laureato in composizione all’università di Yale.
In modo similare ad altre recenti produzioni presentateVi (Fleet Foxes - Grizzly Bear) ci troviamo di fronte a nuovi "confini", i Dirty Projector sono assolutamente tra quelli di maggior spicco, qui il pop-rock è mescolato al funk, al beat, al dub, al soul, tutto in modo trasversale, con melodie intellettuali e singolari .... un continuo nonsense, ritmi "variabili" ed irriverenti.
Impossibile rimanere impassibili ascoltando il disco, l'attenzione viene catturata ad ogni incedere, la noia è assolutamente scongiurata anche dopo numerosi ascolti, indispensabili per riuscire a capirne le elaborazioni e la ricercata caoticità.
Fondamentale, come sempre, l'ottima registrazione che aggiunge profondità alle idee del suo Creatore.
Il disco inizia con "Cannibal Resource" che ha il difficile compito di introdurci alle "pazzie" del compositore, segue "Temecula Sunrise" condita da ariosi ritmi afro-beat, per giugere a "The Bride", primo pezzo acustico che comunque non resiste alle bizzarrie del suo autore trasformandosi continuamente.
"Stillness is the move" è un elemento pop costantemente in bilico tra soul e hip-hop, "Two doves" è ancora un brano simil-acustico che sembra concedere una pausa di riflessione .... nulla di più errato, trattasi un intricato mix di musica classica e folk con impeccabili archi e splendida voce.
"Useful chamber" raccoglie tutte le influenze dell'album senza per questo farne prevalere nessuna ... decisamente "folle"!!
"No intention" continua a stupire ed affascinare con un mescolamento di voce maschile e femminile, che continua in "Remade horizon" con una spruzzata di multietnico, nemmeno la conclusiva e tranquilla "Fluorescent Half Dome" concede elementi di rilassatezza attraverso le improvvise false partenze della batteria.
Un disco complicato e raffinato che mescola un'universo di suoni ed idee senza mai scadere nella banalità, ma con l'assoluta qualità di riuscire a non sembrare "troppo" ... troppo colto, aristocratico, dissonante, folle, esagerato, pazzo, geniale, riuscendo a mantenere un binario estremamente razionale nelle apparenti caotiche composizioni.
Un disco che sicuramente non mancherà di smuovere emozioni se avrete, come sempre, la pazienza di ... Ascoltare!
Saluti
Inviato da: Triumph
Bellissima!!! Questa è una
Giov, 11/03/2010 - 08:43oppure
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Bellissima!!!
Questa è una delle migliori recensioni che hai scritto qui, e non esagero!
Non ti nascondo che mi hai fatto proprio venire voglia di comprare questo disco e di Ascoltarlo per bene, e la A maiuscola non è a caso ;-)
Complimenti per le interessantissime proposte musicali!
Saluti!
PS: una curiosità, leggendo mi è tornato in mente il primo album dei dEUS che come questo offre un mix di generi non indifferente!
Ciao.

Zangolaccio.
"Non suonare quello che c'è... suona quello che non c'è!" Miles Davis
Ringrazio per i complimenti,
Giov, 11/03/2010 - 09:40oppure
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Ringrazio per i complimenti, sempre graditi, anche se pensavo che tutte le mie recensioni fossero bellissime



Sarà un piacere ri-commentare il disco se l'ascolterai (vale per tutti e per tutte le recensioni), anche se in contraddizione.
I dEUS sono decisamente una musica più "di pancia" .... i Dirty sono più "di testa" ... stili differenti ma stessa voglia di "fare musica"
Saluti
La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti
Ehi non montarti la testa
Giov, 11/03/2010 - 13:33oppure
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Ehi non montarti la testa adesso, sei ancora lontano dal diventare un recensore di serie A


) mi farò sicuramente vivo con relative correzioni 
.
Quando ascolterò il disco (ho una lista infinita...
Per i dEUS invece era solo una associazione di idee che mi è venuta in mente leggende la recensione, non intendevo fare paragoni anche perchè WCS si piazza tranquillamente nella top 10 dei miei dischi preferiti, difficile trovare qualcosa che possa gareggiare
PS: se non l'hai già fatto prova ad ascoltare gli Zita Swoon, gruppo fondato da Stef Kamil Carlens dopo l'uscita dai dEUS. Secondo me IL pop come dovrebbe essere fatto!
Ciao.

Zangolaccio.
"Non suonare quello che c'è... suona quello che non c'è!" Miles Davis
Un recensore di serie A
Giov, 11/03/2010 - 13:54oppure
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Un recensore di serie A infatti non consiglierebbe mai della buona musica

L'accostamento con i dEUS è corretto, solo stili differenti ... vedo di informarmi per quanto ai Zita Swoon
Saluti
La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti