Si è spento oggi all'età di 88 anni Jim Marshall, th eKing of the Guitar's Amplification. Colui che agli inizi degli anni 60, creò la grande industria degli amplificatori valvolari per chitarra.
Ecco un articolo di riferimento
http://www.musicradar.com/news/guitars/jim-marshall-dies-aged-88-538243
Probabilmente la prima vera testata semi-valvolare in formato ... pedaliera!!
http://www.taurus-amp.pl/guitar-amp/stomp-head-4-sl.html
Saluti
Negli ultimi anni molti chitarristi che cercano il classico suono crunch tanto adatto per blues e rock si sono (finalmente) accorti che un amplificatore valvolare da 100W non è gestibile a livello di volume.
Nei locali medio-piccoli (ma spesso anche nei grandi) non si può passare sopra a 2 di volume lasciando a "riposo" quel fantastico tone che i valvolari tirano fuori tipicamente ad alti regimi di volume.
All'aperto i 100W non sono comunque sufficienti per farsi sentire ovunque e quindi sarà necessario microfonare, quindi 100W o 1W cosa cambia?
Inoltre in tanti (ma secondo me non abbastanza) hanno finalmente capito che 50W non quonano alla metà del volume di 100W!
Salve a tutti.
Mi sono appena iscritto e approfitto subito della vostra competenza.
Da ragazzo ( circa 35 anni fa) ho comprato un amplificatore per chitarra, Solo di recente dopo una vita in cantina mi sono reso conto di avere in casa un Fender ProReverb blackface del 1967.
Tolte le valvole originali e messe da parte le ho sostituite con NOS Sylvania. Da buon ingegnere con una discreta manualità ho fatto arrivare dagli USA e sostituito l'optoisolator del tremolo a cui siera spezzato un filo in corrispondenza del vetro, Ho ripristinato una saldatura che con le vibrazioni produceva un rumore assordante (tipo feedback).
Solo la GZ34 dell'alimentazione era già stata sostituita con un transistor.
Ciao a tutti, sono un recente e felicissimo possessore di un Carvin Nomad 112, combo completamente valvolare equipaggiato con cono Celestion Classic Vintage 30 da 12", 5 valvole 12AX7 per il pre e 4 valvole EL84 per il power, il tutto al costo di 640 euro; dotato di due canali, pulito e soak (ovvero il canale distorto), ogni canale ha regolazioni di volume, bassi, medi, alti e livello di distorsione per il canale soak, riverbero a molle accutronic in comune, e sul retro dell'amplificatore troviamo il controllo di presenza per ottenere un suono più acustico, il send-return, due pulsanti per l'on-off e per lo stand-by, ingresso per pedaliera (purtroppo non in dotazione), selettore di Ohm (impedenza), un ingresso per una cassa ed un altro per l'utilizzo di una cassa ed il cono del combo conte
Ciao ragazzi.
Come tutti sanno gli amplificatori a valvole quando lavorano si scaldano un po' per effetto delle valvole incandescenti e per la corrente che passa nei trasformatori.
Ci sarà però un limite oltre al quale è bene iniziare a preoccuparsi e pensare se c'è qualcosa nell'ampli che non va.
Il pannello posteriore del mio nuovo Bogner Alchemist dopo un ora abbondante di uso scottava parecchio su tutta la sua superficie, compresi i jack femmina degli speaker out non utilizzati e quelli di send e return (riuscivo tenerci la mano sopra senza farmi male ma era parecchio caldo, non avevo mai sentito un ampli scaldarsi così tanto!).
Secondo voi devo preoccuparmi o fa ancora parte del normale funzionamento???
Ciao ragazzi!!!
Dopo aver comprato una cassa 1x12 da abbinare al mio Bogner Alchemist (come molti già sanno ;-D) mi sono messo ad esplorare le possibilità sonore dell'accoppiata.
Con mia gradita sorpresa ho notato che i toni dell'Alchemist (bassi, medi e alti) sono molto sensibili e anche un minimo spostamento di uno di essi ha un influenza incredibile anche sugli altri due!
La cosa mi piace ma è la prima volta che mi ritrovo uno stadio di equalizzazione così sensibile e non so come muovermi per aggiustare il suono perchè se regolo prima i bassi quando vado a spostare gli alti la risposta di prima cambia e la stessa cosa succede con i medi, come se interagissero tra di loro.
Qualche consiglio per affrontare meglio la situazione???