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Wanderfate con BRIGHT LIPS



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Il gruppo dei Wanderfate nasce nel 2004 su iniziativa di Federico Macrì e Matteo Rolle.
 
La band, composta inizialmente da Elena Richetta [voce], Federico Macrì [chitarra], Matteo “Matthew” Spada [tastiera], Matteo Rolle [basso] e Omar Tomaino [batteria], muove i primi passi sul palco partecipando a molteplici concorsi iniziando così a farsi conoscere all’interno del panorama musicale torinese.
In seguito, poi, al concerto tenuto l'11 marzo 2005 in piazza Castello a Torino in occasione di
"Cioccolatò 2005", la formazione si amplia con l'arrivo di Carlo Zappia alla chitarra (ora alle prese con gli Hangin Tree). Purtroppo l'esperimento non va a buon fine poiché Carlo partecipa soltanto a due date prima di lasciare la band. Poco più tardi anche Elena abbandona la band che viene sostituita da Jessica Deffacis. 
 
Stabilizzata quindi la formazione, il gruppo decide di registrare una nuova demo contenente quattro pezzi inediti: "For Jonathan", "Lost From My Sight", "Waitin' For You" e "Pleasant".
 
Il 2007 inizia per i Wanderfate nel migliore dei modi, poiché uno dei propri pezzi, "For Jonathan", viene selezionato dalla casa discografica Arci Sana Records di Milano per essere inserito in un cofanetto contenente brani di giovani band emergenti provenienti da tutta Italia. La band registra così un'ulteriore demo, "Third", contenente tre brani inediti.
 
Nel periodo compreso tra luglio e ottobre 2008, il gruppo dà una svolta al proprio sound e torna in studio per registrare una nuova demo contenente 4 tracce: "Sound Project", "So Little, So Slight", "Waitin' For You" e "Just Like A Mirror".
 
Nel 2009 Jessica lascia la band e poco più tardi anche Matteo Rolle abbandona la formazione, sostituito da Domenico Buratti il quale, a sua volta, viene sostituito da Roberto Brogi.
 
Nel 2010 la band inaugura quindi la formazione a 4, con Matteo Spada alla voce, registrando “Latest and Last”, ultima demo contenente 3 tracce dal sound, ancora una volta, rinnovato.
 
Ecco il brano "BRIGHT LIPS"
 
 

 


LA RECENSIONE di Tiziano Demaria
( Parametri aderenti alla guida http://www.dodicesimotasto.it/FAQ/parametri-recensioni-musicali.html )
 
 
CONSIDERAZIONE ARTISTICA
 
Da quando è nata, in soli quattro anni, questa band ha avuto diversi cambiamenti interni. Normalmente questi eventi destabilizzano l'umore ed ogni volta costringe chi rimane, a ricostruire il tutto: dall'affiatamento ai brani, agli interventi quindi in ciascun pezzo etc. Questi eventi lasciano il segno e spesso il periodo di tempo necessario a stabilizzarsi o ri-stabilizarsi è lungo. Invece i Wanderfate, con questo loro pezzo, dimostrano quanto siano riusciti a gestire bene questi cambiamenti, ed a costruire qualcosa di interessante.
 
Si sente infatti dalle prime battute che questo gruppo ha qualcosa da dire. Il pezzo proposto mostra una sua identità. Per certi versi è simile ad altri pezzi per via della linea di strofa di andamento quasi monotonale. 
 
Vorrei precisare che il termine "monotono" non va interpretato negativamente. Non va interpretato come un eufemismo di "noioso". Monotono significa che dall'inizio di una frase sino al termine, la maggioranza delle note si riduce ad una sola. In realtà il fraseggio delle strofe che la band canta, non è messo così drasticamente, ma ha una forte tendenza ad esserlo. E con una lingua come l'inglese,nel testo, si potrebbe pensare a melodizzare di più, poichè ha una percentuale di suoni vocali maggiore rispetto a lingue più gutturali o più "scandite".
 
Poi d'improvviso sorprende con le sue variazioni di doppia voce in un primo momento, e poi dopo la ripresa tra voce e chitarra. L'uso di dominanti secondarie e di opportune semplici modulazioni rende il tutto piacevole all'ascolto.
 
La voce  si muove bene nel contesto. Diventa agressiva quando necessario e con il giusto accento, ancheh se, a mio avviso nell'interpretazione a circa 1:30 dovrebbe esser un pelino più "bestiale" con un cenno maggiore di aggressività.
 
Ottimi i passaggi dei Solo, eseguiti a regola d'arte e ben bilanciati con il resto dell'ambiente.
Il tutto è ben curato dalla prima all'ultima nota.
Non entusiasma invece il testo. Abbastanza povero di contenuto e privo di spessore.

 
Valutazione Artistica: 8
 
 
 
CONSIDERAZIONE TECNICA 
 
DINAMICA:
 
Ottima. La gestione dei piani e dei forti è equilibrata ed efficace. Ben gestita.
 
Valutazione: 10
 
 
PALCOSCENICO SONORO:
 
Sia orizzontalmente che in profondità, il palcoscenico sonoro è presente. Non è eccezionale in temrini di ampiezza, ma è equilibrato. La gestione corretta dei livelli e dei bilanciamenti degli strumenti e della voce dà la corretta profondità.
Devo mettere in luce che questo gruppo, insieme a pochi altri, ha bilanciato correttamente la voce rispetto agli strumenti, e mi dà l'occasione di prendelo in esempio come il "giusto primo piano vocale".
 
Valutazione: 8
 
 
EQUILIBRIO TONALE:
 
Anche in questo caso i Wanderfate hanno un prodotto fatto bene. L'estensione tonale è molto ben equilibrata dando un lieve accento nella regione bassa dello spettro, per permettere ( è il brano che lo chiede ) alla gran cassa ed al basso di "penetrare" in modo più convincente la scena.
 
Valutazione: 9
 
 
DETTAGLIO:
 
Ogni singolo strumento, grazie all'azione di calibrazione corretta di ogni singola voce, è perfettamente distinguibile dagli altri. Si sente l'uso del compressore, ma questo non danneggia il dettaglio sonoro, non c'è "impasto" delle voci.
 
Valutazione: 10
 
 
MEDIA: 9
 
 


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