Scritto da spazioebbro - Pubblicato: Lun, 01/03/2010 - 11:47
Salve a tutti, oggi ci dedichiamo ad una band di Novara!
I Carpet Beaters, band novarese attiva dal 2004,
nel loro genere definito Psycho-Rock, fondono assieme sonorità elettroniche, post-rock, new wave, ma soprattutto si rifanno alla musica psichedelica.
Hanno all’attivo due EP (“Lasciami” del 2005 e “Il mio vero idolo” del 2008)
ed un LP uscito a settembre 2009: “Il Mito della Caverna” i cui brani sono stati in rotazione su Radio Lupo Solitario, Punto Radio 96, Phoenix Radio, Radio Alternative.
Lo spirito di sperimentazione e psichedelica è enfatizzato maggiormente nell’intensa attività live. Nel 2008 i Carpet Beaters hanno aperto una data del tour europeo del blues-man americano Joe Pitts, e della storica band degli anni ’70 For By Arts.
Oltre a dividere il palco con artisti italiani ed europei come Kobenhavn Store, Sheeva, Sick Tamburo, e accompagnare dal vivo la presentazione del secondo romanzo di Simone Sarasso: “Settanta”.
Attualmente i Carpet Beaters sono impegnati nella realizzazione del loro secondo album.
Decisamente originale l'intro. L'armonizzazione ben curata anche se di semplici sequenze. Effettistica ben congegnata.
Interessante la costruzione sull'intermezzo a circa 2:30 con il sottofondo di pad e gli effetti particolari.
In complesso un pezzo tendente al psichedelico.
Il solo di chitarra non particolarmente entusiasmante seppur eseguito abbastanza bene. Ci sono un paio di note che sembrano lievemente fuori posto. Non so se è voluto o meno.
Il problema è che quando l'ascoltatore ha questo dubbio è perchè non vi sono conferme/smentite nel contesto in cui è fatto.
Una conferma avrebbe potuto essere subito dopo o subito prima un passaggio magari cromatico. È solo un esempio naturalmente, perchè di soluzioni ce ne sono tantissime e tutte valide.
L'appunto da farsi è sulle voci: sempre di livello troppo basso per cui il testo difficilmente si comprende.
Già subito dopo l'intro, la voce al megafono rimane solo un suono, e quando l'effetto scompare c'è un altro suono meglio comprensibile ma non con il grado di intelligibilità che in una canzone si richiede.
Operazioni necessarie: una revisione del mixaggio.
Valutazione Artistica: 6
CONSIDERAZIONE TECNICA
DINAMICA:
Musicalmente le differenze tra piani e forti sono ben delineate. Non sono ovviamente tante nell'evoluzione del pezzo, ma dove ci sono sono perfettamente gestite.
Dinamica del segnale anche molto presente. Voci di ogni strumento: brillanti e ben curate, voci umane a parte, come si è già visto
Valutazione: 9
PALCOSCENICO SONORO:
Molto vivido sia in orizzontale che in profondità. Ben gestito per la tipologia del pezzo e per il mercato a cui è indirizzato
Valutazione: 10
EQUILIBRIO TONALE:
Parlo della distribuzione spettrale, quindi nel dominio delle frequenze: molto ben gestito e per cui egualmente distribuito sull'itnero spettro.
Valutazione: 10
DETTAGLIO:
Tutti gli strumenti sono ben delineati ed ottimamente distinguibili. Le voci umane: no.
Quest'ultime tendono a confondere la scena sonora più che ad aggiungersi come strumenti ulteriori ed essere in primo piano, come dovrebbero.
Valutazione: 5
MEDIA: 8
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Concordo con la valutazione, soprattutto per quanto riguarda la voce. A mio gusto, a 3.01, quando entra la tastiera con effetto moog, non avrei usato quei salti di ottava da 1/8 sul sol, ma bensì note lunghe e sull'assolo di chitarra avrei usato meno la scala pentatonica e mi sarei ispirato al solo di "In A Gadda Da Vida" degli Iron Butterfly.
Concordo con la valutazione,
Lun, 22/02/2010 - 18:17oppure
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Concordo con la valutazione, soprattutto per quanto riguarda la voce. A mio gusto, a 3.01, quando entra la tastiera con effetto moog, non avrei usato quei salti di ottava da 1/8 sul sol, ma bensì note lunghe e sull'assolo di chitarra avrei usato meno la scala pentatonica e mi sarei ispirato al solo di "In A Gadda Da Vida" degli Iron Butterfly.