Scritto da spazioebbro - Pubblicato: Gio, 24/12/2009 - 19:01
Eccoci qui per presentarvi gli Elettra di Perugia!
Si formano nel marzo 2008. La provenienza da differenti esperienze musicali ha permesso ai 3 componenti della band di impadronirsi di un'identità sonora autonoma, e con una sorprendente rapidità. Dopo un ciclo di intense sessioni in sala prove, il 21 novembre 2008 esce "Il dodicesimo pianeta", il primo Ep della band che contiene "Canzone di eva", "Oltre ogni istante", "Non lo siamo più", "Le ali" più il bonus dvd "Le ali di eva".
Nel luglio 2009 gli ELETTRA suonano all'Idroscalo di Milano, selezionati per la prima edizione del Flandrike Lifestyle Festival. Nel settembre 2009 cambio di line-up, con Francesco Santinelli che lascia il posto al basso ad Eugenio Maglio.
Il titolo del lavoro d'esordio, "Il dodicesimo pianeta", rimanda alla bibliografia di Zecharia Sitchin sugli anunnaki e al fantomatico Nibiru, nelle tavolette dell'astronomia sumera definito come "il pianeta dell'attraversamento". E' un richiamo da un lato ad una fase di transizione colta in senso generale, e dall'altro alla natura specifica di quello che dovrebbe essere il dodicesimo corpo celeste del nostro sistema solare, il decimo se si escludono la luna e il sole.
Nibiru è il pianeta che c'è ma non si vede, i cui effetti, in virtù della sua rotta orbitale enormemente dilatata, si avvertono pure a distanze lontanissime. Ne "Il dodicesimo pianeta", la musica degli Elettra nasce proprio da qui: da ciò che si percepisce pure se all'altro capo dell'universo, da qualcosa che è presente e si avverte con una forza inarrestabile anche senza che si riesca a vederlo. Almeno per il momento.
In allegato a “Il dodicesimo pianeta”, da gennaio è disponibile “Le ali di eva – Video-cronaca di un attraversamento”, bonus dvd realizzato in collaborazione con Bad Box production per la regia di Asia Cuna. Nel breve cortometraggio ci si sofferma con un altro occhio, quello della telecamera, sul primo lavoro degli Elettra, cercando di mettere a fuoco intenti e sensazioni della rock band di Perugia.
Vi lasciamo all'ascolto del singolo "Canzone di Eva"
Sembra un voluto Larsen di chitarra mantenuto a ricordarmi "With or without you" degli U2 ( che NON si pronuncia "U2" ma "you Too" ossia: "anche tu" ) ... è l'ispirazione che si ha non appena si ascolta la intro. Ma è una questione personale. Tendo molto a sentire subito punti comuni con altri brani che conosco.
Il movimento strumentale del pezzo è ben fatto. Intendo dire è ben progettato, ben costruito in termini tecnico-musicali e la voce è giusta, ma inserita - mixata - decisamente in modo approssimativo, oltretutto spettralmente parlando, la voce non contiene tutti i formanti, come se fosse stata filtrata in modo da limitare le "dentali" e le "labbiali" ed è registrata senza un filo di riverbero sempre necesasrio per dare la profondità che la voce necessita, in quanto viene perso normalmente per via dell'ambiente in cui si registra e per le carenze microfoniche. Anche il resto degli strumenti sembra quasi sacrificato.
Credo sia da considerare l'ipotesi di rivedere il mixing. Il pezzo in sè tutto sommato si difendicchia molto, anche se lascia un po' in sospeso il termine, l'outro, in quanto non termina su una cadenza perfetta e lascia col fiato in sospeso, in attesa che accada qualcos'altro. Ovviamente questo non è una pecca se è stato voluto, e può in questo caso riflettere più il "gusto personale" che non un dato oggettivo come invece per le altre cosette qui viste.
Valutazione Artistica: 5
CONSIDERAZIONE TECNICA
DINAMICA:
la dinamica ossia la differenza tra pianissimi e forti è molto presente e sopratutto è gestita a dovere.
La dinamica tecnica invece fa sentire l'intervento di compressori "qui e la".
Valutazione: 7
PALCOSCENICO SONORO:
Se non fosse per le chitarre elettriche che spaziano lievemente in orizzontale ed in alcuni punti è più evidente che non in altri, direi che il palcoscenico sonoro è inesistente. La monofonia è morta da tempo, la stereofonia è l'attuale sistema; anche se orami appartenente al passato con l'introduzione del multicanale ( vedesi vari sistemi Dolby ) quindi perchè non distribuire sia in orizzontale che in profondità gli strumenti tutti ?
La voce anche manca di profondità, come detto all'inizio. Tutta l'immagine sonora staziona costantemente in centro "tra le due orecchie" rendendo tutto molto piatto.
Valutazione: 2
EQUILIBRIO TONALE:
Come accennato nella nota artistica, si hanno forti pecche sull'equilibrio tonale. Pare che ogni sorgente sia passata attraverso un filtro passa basso in modo da tagliare tutto quanto sopra gli 8 kHz come se fosse da elminare. Ma tutto quello che sta in alto, riguardo le frequenze, è tutto il bagaglio di definizione sonora che contribuisce alla cristallinità del suono ed anche, insieme ad altri piccoli artifici, a restituire un senso di realtà rendendo molto meno plasticoso il risultato finale.
Valutazione: 3
DETTAGLIO:
Il dettaglio si perde pe la mancanza di equilibrio tonale. Diciamo che non esiste una grande difficoltà ad individuare gli strumenti in quanto sono pochi. La voce invece è "faticosa" sembra che gli manchi "l'aria", il problema è che manca anche a chi ascolta e non rende interessante l'ascolto.
Il mio consiglio spassionato è di rivedere assolutamente il mixaggio magari portando i sorgenti in altra sala di registrazione e cambiando di conseguenza il personale addetto, in modo da far rivivere il pezzo che, se masterizzato in modo conveniente, guadagna molti punti e la media finale in questa recensione potrebbe essere profondamente diversa.
Valutazione: 4
MEDIA: 4
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Lavoro ...
Lun, 28/12/2009 - 11:00oppure
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... con buone idee ma male applicate, un piccolo consiglio al cantante: meglio non dare l'impressione di strozzarsi
Il brano è piuttosto un classico del pop-rock ma nonostante sia un bel lavoro non "decolla".
Saluti e grazie per avercelo fatto ascoltare.
La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti