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Buddy Rich



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Nel riordinare la mia discoteca mi è capitata in mano un'incisione di Buddy Rich: a distanza di quasi 25 anni dalla sua scomparsa rimane uno dei capisaldi del jazz e non solo. "The Monster", il soprannome che gli era stato dato da bambino per la sua precocità ed in seguito per la sua straordinaria abilità di batterista, ha fornito il suo pirotecnico drumming ad artisti del calibro di Louis Armostrong, Lester young, Duke Ellington, Count Basie, Charlie Parker, Lionel Hampton, Art Tatum, Oscar Peterson, Dizzy Gillespie, Ella Fitsgeral, Roy Elridge e tanti altri, il tutto da perfetto autodidatta, senza saper leggere neanche una nota, come lui stesso

raccontava. Sul finire degli anni '50 dovette interrompere la sua attività a causa di un gravissimo infarto che però non lo tenne lontano dalla musica: infatti in quel periodo registrò come cantante "confidenziale" (alla Frank Sinatra, di cui era ottimo amico) dimostrandosi particolarmente versato in quel genere. Dopo oltre un anno trascorso lontano dalla batteria, contravvenendo a tutti i pareri medici, torno alla sua attività più congeniale formando prima un piccolo combo e poi, con una formazione "All Stars", ad un giro di concerti in Estremo Oriente. Alla fine della tournée, nel 1961, tornò nell'orchestra di Harry James fino al 1966 quando decise di formare una propria big band. Era quello un momento in cui il rock era in auge e le orchestre di jazz avevano i loro problemi per rimanere a galla. Eppure, sfruttando una formula già sperimentata in passato da Woody Herman, assunse per la maggior parte dei musicisti giovanissimi provenienti da università che portarono nuova linfa vitale (e che sul libro paga costavano molto meno di musicisti affermati). A questo, con l'aiuto di arrangiatori del calibro di Don Sebesky, Billy Hollman, Don Piestrup e Bill Reddie, ed includendo nel repertorio brani dei Beatles, degli Who, dei Doors riuscì ad accattivarsi le attenzione di un pubblico giovane.  A lui si sono ispirati batteristi come Dennis Chambers, Virgil Donati, Vinnie Colaiuta, Steve Gadd, John Bonham, Jojo Mayer e Billy Cobham. Famoso, oltre che per la sua bravura, anche per il suo caratteraccio: sovente insultava i musicisti della sua band durante i live. Alcune delle sue sfuriate sono stare registrate dal pianista Lee Musiker e questo ne è un esempio: 

Narra la leggenda che durante le esecuzioni chiamasse a sorpresa dei numeri che corrispondevano a figure armonico-ritmiche e per chi sbagliava erano sonori cazziatoni. Nonostante i 3 infarti subiti ha continuato a suonare fino alla sua morte avvenuta però per tumore. Per chi non lo conosce invito a vedere i molti filmati sul tubo. Fra tutti ho scelto questo, un improbabile duello alla batteria con Animal, drummer dei Mappet chiaramente ispirato a Buddy:

 
 
 
 
Inviato da: Blues54

6.51
Your rating: None Average: 6.5 (2 votes)
Triumph's picture

Batterista tecnico quanto fantasioso, forse ha ottenuto, in vita, meno di quanto avrebbe potuto .... la discoteca mi sembra comunque di primordine

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La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti

blues54's picture

Non moltissimi dischi, ma fondamentali.  

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"Ogni stecca ripetuta due volte è l'inizio di un arrangiamento."

zangolaccio's picture

Ti giuro che non ho la benché minima idea di chi sia, come la metà dei musicisti che hai nominato nell'articolo. 
 
Hai una cultura a dir poco invidiabile vecio!!!

 
PS: Animal che rimane a bocca aperta mentre Buddy suona è impareggiabile! 

Ciao.
Zangolaccio.

"Non suonare quello che c'è... suona quello che non c'è!" Miles Davis

blues54's picture

Non interessandomi la musica anni '80 come vedi mi sono dedicato ad altro.  

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"Ogni stecca ripetuta due volte è l'inizio di un arrangiamento."

zangolaccio's picture

 Neanche a me interessa la musica anni '80 (eccezioni a parte) ma certe chicche non le conosco lo stesso... 

Ciao.
Zangolaccio.

"Non suonare quello che c'è... suona quello che non c'è!" Miles Davis

blues54's picture

Ho anche avuto la fortuna di avere dei buoni maestri (e non necessariamente dei "veci" )

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"Ogni stecca ripetuta due volte è l'inizio di un arrangiamento."