La patch bay è un oggetto fondamentale in un rack di apparecchiature audio/video o in uno studio. Non sempre una è sufficiente, spesso, per grossi quantitativi di apparecchiature connesse, si usano diverse patches. È un oggetto molto usato e molto semplice o relativamente semplice di concetto, e forse per questo poco capito, in quanto per la sua semplicità, si trovano ben poche spiegazioni in merito e chi ha le idee chiare, spesso fa fatica a spiegare le cose a chi le idee chiare non le ha. Per tale ragione in internet si trova ben poco riguardo a questo
oggetto. Ma di cosa si tratta esattamente ? Il termine inglese Patch Bay tradotto letteralmente significa la "baia delle connessioni". Indica un qualcosa, un oggetto, su cui converge tutto quello che gli sta intorno, al fine di essere a sua volta interconnesso a piacimento, con altro che gli sta intorno. Ma detta così non aiuta. E di fatti per questo ora cercherò di spiegare meglio di che cosa si tratta. Farò riferimento ad una patch bay audio, ma il concetto è identico per una video e/o dati. Una patch bay è formata da un pannello alto una o due unità rack ( una unità rack = 1U = 44.45mm ) su cui sono montate due file di connettori: una superiore ed una inferiore.
Queste file sono perfettamente simmetriche, ed i connettori, tutti femmina, possono essere sia bilanciati che sbilanciati. Dipennde dal tipo di patch bay. Normalmente questi connettori, sono a loro volta connessi ad altri connettori posti posteriormente ed anch'essi femmina. I connettori posti sul pannello posteriore, servono per connettere i cavi che andranno alle apparecchiature. Vediamo ora come vine connessa la più semplice delle patch bays, ossia solo due file di connettori e niente altro. Ogni apparecchiatura presente nello studio e/o nel rack, ha igressi ed uscite. Si pensi solo al compressore che ha un suo ingresso audio ed una sua uscita, o l'EQ che ha il suo ingressoe la sua uscita e così via.
Ebbene questi ingressi/uscite di ogni apparecchiatura, anzichè essere connessi direttamente alle altre apparecchiature, vanno invece alla patch bay ( più tardi vedremo come fare per connettere POI tra loro le apparecchiature per mezzo della patch bay )
Di norma (non è obbligatorio ma è l'uso che se ne fa ovunque nel mondo ) alla fila superiore di connettori ella patch bay, si collegano tutti le uscite delle apparecchiature, alla fila inferiore: tutti gli ingressi. Per cui si supponga di avere: un EQ con ingresso ed uscita destra e sinistra, un compressore con ingresso/uscita destra e sinistra ed un amplificatore finale a rack che può essere sia stereo che mono ( la maggioranza è stereo ), per cui con ingressi L ed R ossia sinistro e destro. Con queste apaprecchiature, si prendono tutti i cavi degli ingressi e si portano semplicemente alla fila superiore della patch bay. Parimenti tutte le uscite e le si porta alla fila inferiore della patch bay. Il tutto risulta collegato come in figura
La domanda che sorge ora è: ma le apparecchiature sono tra loro interconnesse ? La risposta è: non ancora. Ne parlerò a breve. Quello che si è fatto ora è di portare semplicemente ciascun ingresso e ciascuna uscita alla patch bay, in modo da avere tutto disponibile sul pannello frontale del rack. A questo punto, per interconnettere tra loro i dispositivi, occorre sapere cosa si vuole ottenere ed in che modo. Si supponga di voler usare solo EQ. E di voler pertanto collegare questi all'amplificatore direttamente. Si prendono due cavetti ( si chiamano "corde" e gli spinotti "fischiotti" ) per patch, e si collegano le uscite del generatore di effetti agli ingressi dell'amplificatore.
La sorgente va connessa alla patch, sul connettore relativo all'ingresso dell'EQ. E poi ? ... e poi basta fare quello che si deve fare: se la sorgente è la chitarra: suonare, se è un microfono: cantare o parlare etc... naturalmente sono esempi fatti per dare un'idea, ma è la base di tutto.
In altre parole, nel modo più semplice possibile, anzichè correre dentro al rack, girarlo, aprirlo, iniziare con torce, pile, leggere l'impossibile percè piccolo etc a collegare e scollegare un "macello" dentro al rack, si è altamente semplificato il tutto, in modo molto più pulito, collegando due cavetti sulla parte frontale del rack ( o posteriore, se la patch è montata posteriormente al rack ). E quando questa configurazione non occorre più, semplicemente si tolgono i cavetti e tutto torna come d'origine. Ora, supponiamo che usare il solo generatore EQ non piace molto e necessiti di essere collegato anche il compressore, tra l'EQ e l'amplificatore. In una situazione standard si ripeterebbe il solito casino: apri, smonta, scollega, ricollega, rimonta, non sempre va e tocca rismontare etc etc. Con la Patch Bay semplicemente si prendono due cavetti che connettono: le uscite dell'EQ agli ingressi del compressore e le uscite del compressore agli ingressi dell'ampli. Quattro cavetti, 10 secondi di operazione, e si ha la nuova configurazione. In altre parole, in meno di 10 secondi, si è cambiata la configurazione delle apparecchiature, senza fare alcun casino e senza alcun dubbio sul funzionamento conseguente.
Come vedete dalle figure, la patch bay assomiglia alle connettoriere che si usavano """nella preistoria""" nei centralini telefonici. Il principio è identico ed anche la maniera d'uso.
Che cosa succede staccando tutti i cavetti dei fischiotti ? Succede che tutte le apparecchiature ritornano tra loro "sconnesse" e pronte per essere connesse in una nuova architettura, senza mai smontare un pezzo dal rack, senza mai diventare matti.
Questo è l'uso di una pacth bay, del tipo più semplice, ossia di connettori superiori totalmente indipendenti dai connettori inferiori. La tecnologia e le esigenze operative di studio e di palco, hanno indotto i costruttori a produrre anche altri tipi di patch bays, la cui fila di conduttori superiori può non essere indipendente da quella dei connnettori inferiori e/o può essere "programmata" a piacimento dall'utilizzatore.
Un caso di queste patch completamente programmabili ed assai flessibili ( si possono impiegare ovunque ) ed economica, è quella della behringer, la Ultrapatch pro PX3000. Nel prossimo articolo vedremo l'uso di euqesto tipo di patch bay, dei suoi "perchè" e quindi dei vantaggi che apporta il suo uso.
FINE PRIMA PARTE
Inviato da: Tiziano