Sul forum di dodicesimotasto spesso ci sono argomenti molto ma molto interessanti, che vengono trattati approfonditamente e che interessano molte persone che sono dedite alla musica. Ebbene uno di questi argomenti, di cui si è parlato in quest giorni, tratta appunto della "Cadenza". A questo punto ho pensato di scriverne un articolo immediatamente, dato che è talmente importante, che non può permettersi il lusso di
venir poi perso nei meandri naturali del forum stesso. Pertanto il topic che mi è servito per descriverla, lo riporto qui con gli opportuni adattamenti del caso.
In Musica, col termine Cadenza, si identificano acluni oggetti.
Il primo oggetto, non è armonico ma è la frequenza, ossia il tempo. In genere quando su uno spartito si trova scritto "Cadenza" in realtà in quella misura e/o serie di misure, si lasica libera ( ad libitum ) l'esecuzione che può avere sia un'improvvisazione ritmica sia melodica sia entrambe. Oppure quando una cadenza armonica cade su un tempo debole piuttosto che su un tempo forte ( in levare piuttosto che in battere )
Ma qui ora parleremo esclusivamente della Cadenza riferita all'armonia, dove con armonia si indica l'emissione di due o più suoni emessi simultaneamente. Un accordo.
Anzitutto con "Cadenza" si indica il modo con cui una frase musicale termina. È una formula melodico/armonica che conduce ad una pausa; sia essa una pausa scritta con simboli di pausa, sia essa una pausa ritmica ossia indicata con una virgola sopra il pentagramma, sia essa semplicemente una "sensazione" di pausa; una conclusione la quale non necessariamente deve essere avere senso di totalità, ma può essere anche parziale, da cui la differenziazione delle cadenze.
In alcuni casi la separazione delle frasi musicali, avviene con il segno della corona che sia in Inglese che in Olandese che in altre lingue viene chiamata con il termine italiano di "Fermata" in quanto ferma l'esecuzione per un periodo di tempo non inferiore alla durata della nota sulla quale è posta, ma necessariamente è uguale o superiore ad essa; ad libitum di chi esegue o di chi dirige il pezzo.
Ci sono due famiglie fondamentali di cadenze:
Cadenze Finali
Cadenze non finali.
I movimenti armonici della dominante, che risolvono sulla fondamentale tipo appunto V-I o V7-I per aver chiare le idee, sono Cadenze Autentiche, dove la "sensibile" ( settimo grado ) si muove necessariamente verso la tonica. Per cui anche vii°6-I è tale.
Se oltre a ciò si ha anche che
Quando si hanno tutti questi tre punti contemporaneamente, la cadenza diventa anche perfetta per cui si ha ciò che veine definito: cadenza autentica perfetta che, normalmente, la si trova alla conclusione di un pezzo perché obbiettivamente da la sensazione di definitiva chiusura.
Se invece almeno una delle tre caratteristiche che ho elencato viene a mancare in una cadenza Autentica, allora si ha una cadenza autentica imperfetta cui appartiene la cadenza sospesa, che termina sulla dominante, per esempio.
Ecco alcuni esempi di Cadenza Autentica Perfetta
Da V a I Maggiore
Da V a I Minore
Da Settima di Dominante V7 a I Minore
Da Settima di Dominante V7 a I Maggiore in cui la nota al basso della V7 è più alta della nota al basso della I
Da Settima di Dominante V7 a I Maggiore in cui la nota al basso della V7 è più bassa della nota al basso della I
Da vii°6 a I Maggiore
Quando invece l'accordo di I su cui subito dopo o su cui viene a trovarsi una pausa, al posto di essere preceduto da una V è preceduto da una IV o da una iv ( adotto il maiuscolo per indicare un accordo Maggiore ed il per indicare uno Minore ) allora si ha una cadenza plagale che non dà la sensazione di conclusione cosi spiccata come la cadenza perfetta autentica ma a volte la si trova al termine di qualche pezzo per "ammorbidire" l'effetto della cadenza autentica perfetta che si è avuta poco prima, nella sequenza V-I-IV-I per esempio.
Cadenza Plagale IV-I. I primi due accordi con la nota base della IV che è più alta della nota base della I e gli ultimi due accordi in cui la nota base della IV è più bassa della nota base della I
È molto usato nella musica religiosa e viene anche soprannominata "Amen" perché in questo tipo di musica musica, è spesso usata appunto al termine del brano mentre in cita la parola "Amen" ...
Qui di seguito gli ultimi quattro accordi ( più una nota di passaggio che realizza un ritardo ) della partitura Doxology di Bourgeois
Vi sono cadenze che non terminano su un accordo di tonica e danno l'impressione proprio di "prendere il respiro" e continuare subito dopo e può accadere che cada su un accordo di dominante per cui la nota al basso è la dominante della scala. In questo caso si parla di mezza cadenza o semicadenza, appartiene quindi alla famiglia delle cadenze non finali. La Cadenza Sospesa è il termine italiano a cui è riferita la Semicadenza o Mezza Cadenza, che sono traduzioni letterali invece dall'Inglese e dall'Olandese all'italiano. Per cui si tratta "della stessa pizza" ma con altri termini.
L'armonia, ossia gli accordi, che generalmente precedono questa cadenza sono accordi di tonica, di supertonica ( sopratonica ) o di sottodominante. Raramente può accadere di trovarla sulla sottodominante.
È più una coloritura in quanto bene o male l'effetto è simile ed è quindi non finale. Nel rock o nella musica leggera le cadenze finali ce ne sono tantissime sono molto usate perchè lo schema musicale è veramente banale ( almeno la maggior parte delle volte ) pertanto ogni strofa termina su una cadenza perfetta ( specie in brani prodotti da beginners ). In altre parole ogni strova in realtà è un pezzo a se stante con inizio e fine; poi inizia il refrain etc
Invece l'uso opportuno delle cadenze aiuta ad evitare la sensazione di "fine" prima che il brano sia veramente finito, ed a dare dove opportuno la giusta sensazione di pausa.
Infine esiste un'altro tipo di cadenza: la cadenza d'inganno ( in Inglese: Deceptive Cadence ). Di che si tratta ? Si tratta che ci si aspetta una tonica ed invece si termina su un'altra armonia.
Sovente sulla sottodominante. Quindi quando si ha un'accordo di V ci si aspetta una sequenza V-I ed invece ci si ritrova per esempio: V-vi od anche V7-vi o V-VI e V-iv6 e così via.
È necesasria una piccola precisazione. Non ci si meravigli se vede qui V-iv6 quando si sa che la sequenza V-IV è vietata in armonia funzionale ( armonica classica ).
Infatti non è V-IV ma si ponga attenzione che è V-iv6 od anche V-IV6 perchè questo?
Supponendo di essere in tonalità di DO Maggiore, la quarta è FA per cui la sua armonia è FA-LA DO. Il dire iv6 o IV6 significa porre al basso il LA dell'accordo FA-LA-DO per dui diventa: LA-DO FA. Ed allora è quasi come avere la sequenza V-VI dove la VI è LA-DO-MI ed ha due note identiche al primo rivolto di FA.
Pertanto ha più senso ed è come muoversi appunto ( le differenze in termini uditivi sono minime ) con una sequenza V-VI avendo la stessa efficacia. Ecco perchè la progressione V-iv6 (o IV6) è accettata. Riassumendo e concludendo quindi abbiamo le seguenti cadenze:
Vi sono altri tipi di cadenze che costruiscono il castello musicale come la Cadenza Frigia per esempio ( IV6 - V ), ma sono tutte comprese nelle famiglie qui sopra elencate.
Una specifica è opportuna per la Cadenza Piccarda pertanto spendo qualche parola. Essa rientra in ogni caso nelle famiglie viste. La sua caratteristica è un modo di progredire di un brano in tonalità minore, facendolo concludere in tonalità maggiore. In altre parole, l'accordo finale, anzichè essere come ci si aspetta: minore, viene alzato il terzo grado di un semitono in modo che diventi maggiore.
Questo modo di chiudere un pezzo in tonalità minore, lo rende meno melanconico, e "spegne" la sonsazione di malinconia dando quasi più respiro a chi ascolta.
Per portarvi un esempio pratico, ho suonato le prime quattro misure e mezza della "Sonata al Chiaro di Luna " Primo Movimento, Op. 27, N.2 di L. Van Beethoven. Nel primo caso le misure sono state suonate così come sono nella partitura che è scritta in DO Diesis Minore ( ed è una cadenza autentica ). Nel secondo caso anche, ma invece ci concludere in DO Diesis Minore, ho concluso di proposito in DO Diesis Maggiore.
Pezzo originale
Cadenza modificata in Cadenza Piccarda
Ovviamente questi concetti si trovano su qualsiasi testo di Armonia, ma qualche aiuto in più e spiegazioni con "parole diverse" possono aiutare con maggior profitto chi di fatto vuole capire.
Come in tutte le cose, non è obbligatorio quando si compone un pezzo, seguire rigorosamente queste norme. Ma saperne l'esistenza e saperle gestire, significa anche saperle impiegare per ottenere dei movimenti che ci si era prefissi e/o dare determinate sensazioni con certezza. Il resto lo fa la creatività.
Inviato da: Tiziano
Passati due anni trovo il
Mar, 10/01/2012 - 18:25per postare
commenti
Passati due anni trovo il commento originario perfettamente valido ed il lavoro estremamente ben fatto
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La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti
Ti ringrazio "millamente"
Mar, 10/01/2012 - 19:47per postare
commenti
Ti ringrazio "millamente" ossia "grazie mille"
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Per parlare ... devi avere i coglioni, per sparlare... basta esserlo.
Millantamente .. ringrazio
Mer, 11/01/2012 - 15:50per postare
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Millantamente ..
ringrazio per il prezioso lavoro
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Complimenti
Mer, 30/12/2009 - 10:39per postare
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Un ottimo lavoro, impreziosito dagli esempi musicali
Saluti
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