Vediamo di capire di che si tratta. Molte volte infatti la terminologia usata non è idonea e/o è impiegata impropriamente.
Faccio un esempio pratico: alcune volte leggo di "mixer attivi" e "mixer passivi" in cui la gente indica i primi come mixers a cui si possono collegare direttamente casse acustiche, i secondi invece necessitano di amplificatori.
In questo caso la terminologia usata è completamente sbagliata.
Infatti un apparato si dice passivo quando non ha elementi che trattano il segnale utile per mezzo di ulteriori tensioni esterne. Viceversa è attivo.
Per cui i "mixer attivi" devono invece essere chiamati "mixers amplificati", per distinguerli dai normali mixers che non hanno sistema di amplificazione di potenza.
Lo stesso problema si ha con i diffusori acustici, in quanto sono in tanti che, nel leggere qui e la paroloni grossi e non capendone l'esatto significato, finiscono con lo scambiare lucciole per lanterne.
Una cassa acustica, si dice attiva cassa se ha dentro di sè il sistema di amplificazione, ossia uno o più amplificatori viceversa quella che ha solo gli altoparlanti si chiama: passiva.
Una casa attiva ha di norma anche i filtri cross-over ( di incrocio ) attivi, ossia non costituiti da sole induttanze e capacità ( condensatori ) ma costituiti da veri e propri amplificatori di banda selettivi.
Ossia per ogni altoparlante esiste un amplificatore, il cui ingresso è connesso all'uscita di un filtro attivo ( generalmente uno o più operazionali configurati come filtri passa alto, passa banda e passa basso )
Prendiamo ad esempio una cassa a tre vie costituita da un woofer che è l'altoparlante per le note di
bassa frequenza, un midrange che è per i medi ed un tweeter che serve per gli acuti. Si pronunciano rispettiavmente: Wufer, Midreing', Tuiter ...
Una cassa passiva ha dentro di se solo questi altoparlanti ed una piccolissima serie di bobine ( induttanze ) e condensatori ( capacità ) per filtrare dal segnale di ingresso la gamma di frequenze giusta da inviare a ciascun altoparlante per permettergli di riprodurla.
Non entro nei parametri fisici del tutto altrimenti ci vorrebbero un paio di volumi per spiager il tutto ... quindi starò sul "semplice" al solo titolo di una migliore comprensione da parte di tutti.
Una cassa ( diffusore ) attiva è costituita come detto da da: un filtro cross-over attivo, un amplificatore per ciascun altoparlante, protezioni contro il cortocircuito ai terminali egli altoprlanti, protezione contro il sovraccarico, ingressi bilanciati e sbilanciati ed altri controlli. Tutte cose che una cassa passiva NON può avere.
Vediaom anche un'altra interessante implicazione e quindi il vantaggio di usare un sistema attivo, piuttosto che passivo.
La risposta dell'orecchio umano, seguendo la legge logaritmica di Weber-Fechner, è molto meno sensibile ai bassi che al resto della gamma di frequenze. Motivo per cui i bassi dovrebbero essere all'incirca 3-4 volte più potenti della gamma media e acuta.
Una casa attiva prevede già questo tipo di equalizazione. Una cassa passiva no!
Una cassa attiva ha una risposta in fase maggiormante lineare rispetto ad una cassa passiva. Questa linearità è dovuta ai filtri; al TIPO di filtro usato; e non c'è niente di meglio che dei Bessel di 2° o 3° ordine che si hanno pressochè di norma con una cassa attiva, ma risultano complicatissimi e costosissimi ( improponibili ) in un sistema passivo.
In figura è riportato uno schema di un cross-over per un monitor a tre vie, tratto da circuit-projects.com. Cliccateci sopra per avere lo schema ingrandito.
Un orecchio umano è di gran lunga più sensibile alle fasi che non alle ampiezze ( intensità ). Diciamo che: rispetto alla sensibilità alle fasi, possiamo considerare quella alle ampiezze: sordo !
Questo rende i diffusori attivi notevolmente superiori anche se magari più costosi di una cassa attiva ( ma mica sempre ).
I diffusori attivi sono molto adatti in situazioni di monitoring laddove devono essere estremamente fedeli, e precisi.
La qualità audio che un diffusore attivo ha, è enormemente superiore a quella di un diffusore passivo. La qualtià con cui il segnale in ingresso è riprodotto, è enormemente superiore. Il segnale risulta più definito, più "stagliato", i dettagli riprodotti in modo assai più curato, il suono fermo, preciso, l'immagine sonora che si percepisce è netta.
La differenza è come il vedere una foto sbiadita fatta 200 anni fa ed una foto attuale con le più avanzate tecniche di alta definizione e riproduzione cromatica.
In commercio vi sono diversi tipi di diffusori attivi, usati come Monitors come Yamaha HS80M per esempio, o gli Alesis M1 e tanti altri.
Ma queti diffusori sono monitors da studio. VOlendo impiegare un diffusore attivo al posto di un ampli per chitarra, si può andare anche in questo caso su Yamaha MSR100 oppure DB Technologies M-10-2 Plus etc. La gamma è infinita.
Ma si faccia attenzione ad un dettaglio. Dal momento che la qualità di riproduzione di questi diffusori è assai superiore a quella di un comune amplificatore per chitarra ( pur costando molto meno ! ), qualsiasi imperfezione nella catena chitarra + pedali o pedaliere + cavi, verrà messa in luce.
Se pertanto nell'uso di questo oggetto, il suono risulta "zanzaroso", la colpa non è dell'oggetto ma di tutto quello che c'è prima di esso. Il diffusore mette solo in evidenza tutto quello che va male nella catena vista sopra.
Sembra sciocco a dirsi ma è meglio specificarlo: qual'ora si usino diffusori attivi, l'uso di un amplificatore è perfettamente inutile e superfluo, dato che il tutto è già integrato nel sistema di diffusione ( e costa anche molto ma molto meno ! )
Inviato da: Tiziano
Prendo spunto!
Mar, 01/12/2009 - 14:46oppure
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Vorrei prendere spunto dall'articolo per avviare ed ampliare la questione.



Tratterei separatamente l'utilizzo di una cassa attiva come amplificatore di chitarra per diversi motivi, il principale riguarda il fatto che lo strumento chitarra elettrica è lo-fi
Farei un'ulteriore distinguo tra casse attive e passive, spiegando che esistono anche casse (o diffusori) amplificati che, a differenza degli attivi, hanno all'interno un comune amplificatore ma non dotato di crossover elettronico.
Immagino che Tiziano si stia riferendo, in genere, a casse per impianti P.A. o monitor da studio di registrazione.
Le differenze, correttamente, indicate con pro e contro valgono, soprattutto, per impianti da svariate migliaia di euro ... per soluzioni da poche centinaia di euro le differenze sono quasi inudibili e non sempre a favore del sistema attivo.
In ambito hi-fi invece tutto diventa "relativo" e soggettivo anche per i prezzi stratosferici e la difficoltà di avere degli ambienti adatti alla riproduzione sonora.
Spesso si sottovaluta l'ambiente di ascolto ... errore comune tra quanti (me compreso purtroppo) non dispongono di spazi adibiti a "sala musica", sia per ascoltare, registrare o suonare.
Un'ambiente "trattato" opportunamente è in grado di stravolgere la nostra "normale" percezione .... certo che parlare di questo quando normalmente si è abituati all'ascolto tramite un diffusore da 100 euro lascia il tempo che trova.
Il sistema attivo ha il vantaggio di essere, si spera, tarato per quel diffusore ... solo che non è possibile pensare in questi termini e poi trovarsi ad effettuare una scelta tra due prodotti attivo-passivo da pochi euro, anzi magari con lo stesso prezzo .... in quel caso la mia scelta sarebbe in favore del passivo
Quindi riepilogando, attivo o passivo ... ma solo di qualità
Saluti
La musica è capace di trasportare l’anima verso mondi sconosciuti
Bisognerebbe mettere in
Mar, 01/12/2009 - 17:19oppure
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Bisognerebbe mettere in risalto anche altre cosette. Una di esse è la fase tra le sorgenti, per cui tra le membrane. O il piano in cui giacciono le bobine è lo stesso, oppure bisogna virtualizzarlo tramite linee di ritardo, in modo da rendere la fase corretta. Non dimentichiamo che l'orecchio umano è dannatamente sensibile alle fasi più che alle ampiezze.
Ma non è necessario spendere migliaia di euro per avere monitors sani. GLi Yamaha sono ottimi monitors per esempio, da studio, ad un costo non esagerato.
Concordo con te su tutta la linea inerente il trattamento dell'ambiente etc.
Volevo anche aggiungere che un altro dato importantissimo, per me, è la tipologia di cassa se bass reflex o a sospensione pneumatica. Ma esula dal discorso attivo-passivo.
In ogni caso tra due sistemi fatti bene, intendo uno passivo ed uno attivo, la differenza si sente. Ovviamente tra due sistemi passivi ma uno di qualità e l'altro scadente ( come la maggior parte dei "plasticoni" che si trovano nelle case ), si sente anche ... e di punti in favore del passivo di alta qualità ce ne sono ad infinità.
Di certo a parità di qualità c'è il discorso di EQ che conta parecchio, non raggiungibile diversamente in sistemi passivi.
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Per parlare ... devi avere i coglioni, per sparlare... basta esserlo.